economia

Banco Desio approva bilancio consolidato

 

 

Il consiglio di amministrazione della capogruppo "Banco di Desio e della Brianza s.p.a." ha approvato il bilancio consolidato e il progetto di bilancio individuale al 31 dicembre 2015.
Di seguito la sintesi dei dati.


In considerazione del fatto che la controllata Banca Popolare di Spoleto S.p.A. è entrata nel perimetro di consolidamento a far data dal 1° agosto 2014, i valori di conto economico riclassificato consolidato al 31 dicembre 2015 non risultano comparabili su base omogenea con quelli dell'esercizio precedente essendo questi ultimi caratterizzati dal contributo da parte della controllata per soli cinque mesi.

Proposta di dividendi cash in aumento a euro 11,2 milioni

- utile netto individuale della capogruppo in crescita (euro 37,4 milioni)

- utile netto consolidato sostanzialmente stabile (euro 38,2 milioni)

- nonostante i contributi a fondo di risoluzione, sistema di garanzia dei depositi e fondo di solidarieta' (euro 8,6 milioni, al netto dell'effetto fiscale)

- risultato netto della gestione operativa in incremento (euro 32,4 milioni)

- ulteriore rafforzamento patrimoniale e ampliamento al 3,8% dello srep buffer sul cet1 (10,8%) tra i piu' elevati del sistema e tier1 all'11%

- ceduti crediti "non performing" per euro 109,1 milioni, elevati e stabili livelli di "coverage" sui deteriorati (52,2%(3) al lordo delle cancellazioni)

 

 


 



I commenti dei nostri lettori

Socio DOP

5 anni fa

Ora che la Cooperativa SCS, grazie a Dio ed al Banco di Desio, torna a vedere qualche lira (almeno per coprire i costi di esercizio e non è poco, dopo anni di sostanziale insolvenza), appare opportuno che torni a ricoprire il ruolo che Le SPETTA nella realtá cittadina . Dopo aver funzionato, dal 2006,da mucca da latte per vari faccendieri spoletini ternani e no, è il caso che torni a rappresentare la cultura, la socialitá, il sentimento profondo della nostra gente, esattamente come viene, per accettazione unanime, riconosciuto alla Fondazione Cassa di Risparmio. Al di lá delle disponibilitá liquide (ma purtroppo Campello ha sempre contato più di San Sabino) mi pare che lo spessore culturale e professionale della SCS abbia poco da invidiare a pochi altri. Per tali motivi, vedere che la successione al Prof. Brancadoro, ex commissario Bankit in quota SCS , a Consigliere della Fondazione Festival , potenzialmente dimissionario, venga da QUALCUNO caldeggiata a favore di soggetti estranei a Spoleto, solo per sacrificare (chissá perché?) la rappresentanza della SCS desta non pochi sospetti; non vorremmo che si trattasse di una damnatio memoriae di tipo purificatorio, cioè di una volontá palingenetica per dimenticare e sanare il passato. Auspichiamo che le forze sane spoletine, e ce ne sono, non consentano quest’ennesimo affronto alla nostra storia.

BANCOR

5 anni fa

La lettura del bilancio della Banca Popolare di Spoleto-Banco di Desio suggerisce alcune considerazioni, alcune di segno positivo, altre di ragionevole dubbio. Brevemente: • Dopo diversi anni di vacche magrissime, “grazie” all’operato della vecchia governance (si erano totalizzati ben oltre 60 milioni di perdite, in nemmeno tre anni di gestione) , finalmente si rivede un bilancio che chiude in utile, con dati significativi; il dato di settembre 2015 , pari a 4,8 milioni di euro, viene puntualmente confermato a dicembre, come se si fosse utilizzato un pantografo copiatore. • Il risultato è ancora più incoraggiante, se si considera l’incidenza del Fondo di Risoluzione , sopravvenuta a novembre-dicembre, per euro 3,5 milioni e del Fondo di Solidarietá (Fondo “Renzi”) ; inoltre, non sfugge che le rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti sono state ritoccate in aumento, in concomitanza con la cartolarizzazione dei crediti non performing per cui tutto lascia pensare che la “banca sia pulita” ormai da molta zavorra e possa veleggiare verso lidi più sereni. • Certo, l’operazione di aumento di capitale attraverso conferimento di 32 nuove agenzie della Banca di Desio ha modificato sostanzialmente i valori, assegnando al complesso della BPS una diversa dimensione, più consona ai dettami della Banca d’Italia e della BCE • Il risultato economico, pur positivo, appare però ancora modesto ( il ROE , il return on common equity, la redditivitá sul capitale proprio è pari al 2,5%, non esaltante se si pensa che il dr.Profumo, presidente di MPS sino al 2015 , considerava appena sufficiente un ROE del 5,5%, ancora nel 2012). • Altri indicatori, quali il “cost/income” , vale a dire il totale delle spese amministrative sul margine di intermediazione, sembrano ben posizionati, attorno al 61% , contro una media “storica” della BPS di circa dieci punti superiore. La BPS ha compiuto evidentemente una efficace spending review, ne va dato atto. • Il Core Tier 1 (il capitale di base) appare buono, attorno al 9,5%, mentre il Gruppo Desio appare ancora più solido, con il suo 11%. Questo depone in senso rassicurante per i Soci e per i Clienti, in prospettiva futura. • Tutto bene? Non direi, dal momento che la grande operazione di risanamento è stata effettuata attuando, in ambito spoletino, quello che sta avvenendo, ad ampio spettro, a livello nazionale ed europeo; spiego il perché : 1. Il bail-in spoletino lo hanno pagato i Soci della SCS, che hanno visto quasi azzerato il capitale sociale versato, pari a 66 milioni di euro ed, inoltre, hanno visto valutato a zero il valore della BPS. Il Banco di Desio ha infatti sottoscritto “solo” l’aumento di di capitale di 140 milioni di euro, non sborsando un euro per la Banca , che sempre il Dr.Profumo aveva valutato circa 260 milioni, appena tre anni fa. Follie utopiche di un uomo solo o sottovalutazione longobarda in connubio con la Vigilanza? Ai posteri la sentenza, ma la sensazione è che il grande scandalo etrusco di Arezzo sia prima avvenuto a Spoleto , nel silenzio dei più; anzi, Spoleto ha rappresentato la prova generale di quello che è poi avvenuto in Etruria. 2. La bad-bank, la banca delle sofferenze, è stata realizzata in maniera strisciante , accantonando tutto l’accantonabile, cartolarizzando tutto il possibile, senza ricorrere a garanzie pubbliche; Il polmone, sempre più asfittico, della SCS ha respirato anche per questa voce di ossigenazione Per concludere: diceva John Maynard Keynes che nel lungo termine saremo tutti morti e , con i dati di oggi della BPS, possiamo dire che ancora ci manca un po’; rispetto alla “Caporetto” paventata dal Presidente BPS dr. Lado in occasione della prima del film “FANGO E GLORIA” (bella pellicola sponsorizzata dal Banco di Desio sulla 1 ^ Guerra Mondiale) , mi pare che ci siamo attestati sul Piave, se non ancora giunti a Vittorio Veneto. Però… questa povera , negletta , SCS, donatrice di sangue e di soldi, nel fango senza gloria, ci sará qualcuno che voglia tenerla in qualche considerazione, a guerra quasi conclusa? Il Banco di Desio riconosca almeno l’onore delle armi, anche nel suo interesse di “banca di prossimitá”, nel rispetto dei 19.000 Soci SCS. E così sia. Ultima notazione di servizio: capisco la volontá di non porre alcuna enfasi, ma una diminuzione del 118% del 2015 sul 2014 (pag. 7 del comunicato ufficiale) , in quanto ad utile, mi pare fuori dalla realtá e dall’attenzione dei servizi preposti.

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