economia

Credito e Servizi, le ragioni dietro la scelta del concordato

 

Il presidente Marcucci in conferenza stampa parla di 'fermare temporaneamente i creditori' e smentisce che il totale dei debiti sia 'solo' di 20 milioni: 'A settembre vedremo'. Possibili azioni nei confronti dei commissari?

 

Come volevasi dimostrare. E' stato un presidente Marcucci più che mai abbottonato quello che ieri pomeriggio (15 luglio) si è presentato alla stampa locale per fare chiarezza circa la richiesta di concordato preventivo in continuità, depositata in tribunale nei giorni scorsi dalla Spoleto Credito e


Servizi. Insieme al presidente, in conferenza stampa c'erano il presidente del collegio dei revisori dei conti Andrea Nasini, il direttore generale Antonio Cordani, il revisore Francesco Castellani e il consigliere Cristiana Graziosi. Riguardo la decisione di portare i libri contabili in tribunale, Marucci si è imitato a leggere un comunicato stampa condiviso con il consiglio d'amministrazione. Eccolo:

"Il Cda della Scs ha deliberato di chiedere al tribunale di Spoleto l'ammissione della società alla procedura di concordato preventivo con la riserva di presentare la proposta ed il piano nel termine che sarà assegnato dal giudice. La scelta attinge alla constatazione che la società versa in stato di crisi ed è ispirata a perseguire il massimo grado di tutela degli interessi dei creditori in un contesto adatto a favorire il risanamento della cooperativa. Questo percorso tende a colmare i disquilibri economici patrimoniali che si sono determinati nelle passate gestioni e a garantire la sopravvivenza di una istituzione fortemente radicata nel nostro territorio e vocata alla tutela degli interessi dei soci".

Insomma, nulla di nuovo rispetto alle dichiarazioni già rese dallo stesso Marcucci a Spoletonline l'altro ieri sera. L'avvocato ha però smentito che le passività complessive della Scs ammontino a circa 20 milioni di euro, come invece risulta a Spoletonline e, fatto non di poco conto, risulterebbe anche ai commissari di Bankitalia nel loro bilancio di fine mandato. "Non posso aggiungere nulla - ha commentato Marcucci - ma a settembre, quando si dovrebbe approvare il bilancio consuntivo 2014, ne sapremo certamente di più". Segno, questo, che il riconteggio da parte dei consulenti perugini ingaggiati dalla Scs è già a buon punto. Non si possono escludere, pertanto, possibili azioni nei confronti degli stessi commissari, qualora alcune sofferenze e posizioni debitorie della cooperativa fossero loro "sfuggite" durante i quasi due anni di commissariamento. Ma ovviamente è ancora presto per parlarne in via ufficiale.

Nel corso dell'incontro con i giornalisti, inoltre, il presidente Marcucci ha parlato di obiettivo di "fermare il debito verso il Monte dei Paschi", rinegoziato dai commissari in 15 milioni di euro. "Secondo gli accordi la prima tranche, 5 milioni, dovrebbe essere da noi pagata entro fine settembre". Se ciò non dovesse avvenire, la cooperativa si troverebbe a fronteggiare un interesse pari a mille euro al giorno. Ovviamente non c'è liquidità e, per questo motivo, il cda ha scelto il concordato preventivo in continuità, che permette di bloccare temporaneamente tutti i creditori.

Riguardo il piano industriale che la cooperativa dovrà presentare entro i termini stabiliti dal giudice (generalmente in questi casi 120 giorni, ndr), Marcucci ha accennato a due idee diverse. La prima consisterebbe nel dar vita ad una scuola di formazione di tecnica bancaria, sull'esempio - per intendersi - di quanto Villa Umbra, a Perugia, sta facendo nel campo della pubblica amministrazione. Si tratterebbe di un servizio molto gradito alla stessa Bce, che da tempo sollecita Banca d'Italia a tal proposito. La seconda idea, infine, prevede l'apertura di uno sportello dedicato all'accesso ai finanziamenti europei per le imprese, che potrebbe diventare un prezioso servizio per tutti i soci della Credito e Servizi.

In ogni caso, stando alle parole di Marcucci ma anche ai fatti recenti degli ultimi mesi e degli scorsi anni, si può ormai tranquillamente affermare che l'epoca dell'intermediazione bancaria, per la Scs è finita.


 



I commenti dei nostri lettori

open your eyes

6 anni fa

Ma scusate, ma ho capito male? La SCS ha debiti verso MPS perchè a suo tempo si fece un contratto con possibilitá di uscita a prezzi altissimi ( di mercato credo) e poi quando le azioni BPS non valevano più nulla la MPS ha chiesto il recesso e quindi la SCS è diventata debitrice di un pacco di soldi verso MPS... Quindi a questo punto con chi prendersela? con i mutui subprime che hanno distrutto l'economia italiana e quindi la finanza? o con Berlusconi che non dando garanzie ha innescato la crisi del debito e dello spread? mah.... cosa ben più grave è stata fatta con BPS regalata a Banco Desio...

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