economia

La Spoleto Credito e Servizi chiede il concordato preventivo

 

Libri contabili in tribunale. Il presidente Marcucci: 'Non scioglieremo la cooperativa'. Domani pomeriggio (mercoledì 15) alle 18 conferenza stampa

 

La Spoleto Credito e Servizi ha consegnato i libri contabili i tribunale. La notizia, trapelata in queste ore, trova conferma nelle parole di dell'avvocato Massimo Marcucci, presidente della cooperativa un tempo detentrice del pacchetto azionario di riferimento della Banca Popolare di Spoleto. "Abbiamo


avviato - dichiara il presidente a Spoletonline - la procedura di concordato preventivo in continuità aziendale, il che significa che intendiamo proseguire l'attività della cooperativa mettendola al riparo da eventuali azioni esecutive da parte dei creditori. E' l'unico modo che abbiamo per tutelare i nostri oltre 19mila soci e, al contempo, garantire tutti i creditori".

Si parla di circa 20 milioni di euro di debiti, maturati nel corso degli anni e delle passate gestioni. Una cifra che troverebbe conferma anche nel bilancio stilato dai commissari di Bankitalia al termine del loro mandato (10 ottobre 2014), e depositato a piazza Pianciani lo scorso 29 giugno. "C'è il debito di 15 milioni nei confronti del Monte dei Paschi di Siena - spiega ancora Marcucci - unito ai debiti maturati dalle società partecipate della Scs. Proprio per questo abbiamo optato per il concordato preventivo, che diventa una sorta di ombrello per i nostri soci e, allo stesso tempo, una garanzia per i creditori. La Scs non si scioglierà. Entro il tempo stabilito dal magistrato, in questi casi solitamente 120 giorni, presenteremo il nostro piano industriale volto a dare continuità alla cooperativa. Contemporaneamente abbiamo affidato ad alcuni professionisti l'incarico di verificare i bilanci degli ultimi anni, per verificare l'esatto ammontare del debito. Di più non posso dire, per il momento: domani pomeriggio (15 luglio, ndr) abbiamo convocato una conferenza stampa per chiarire bene la situazione".

Fin qui il presidente. L'idea che trapela, in attesa della posizione ufficiale del board Scs, è che forse il lavoro dei commissari non sia stato esattamente eccellente, visto che l'ammontare del debito è oggetto di verifica tecnica su precisa disposizione del consiglio d'amministrazione. Una bella novità rispetto agli "scappellamenti" senza fine di otto mesi fa davanti ai commissari, in occasione dell'assemblea dei soci che decretò la vittoria della lista guidata da Marcucci.



I commenti dei nostri lettori

a altro socio Scs

6 anni fa

Le sue possono essere definite "sane speranze" di un cittadino onesto nei confronti della politica e della giustizia. Non intendo deluderla, ma... è come sperare per il proprietario di un cavallo affamato, che si trova a brucare l'erba su un campo rasato, che di lì a poco "l'erba cresca". Per nutrire qualche speranza, affinché le cose vadano meglio, conviene prendere "la palla a balzo", unirsi a qualche gruppo di migranti che ogni giorno sbarcano sulle nostre coste, e dirigersi nei Paesi nordici o varcare l'oceano. Se le sue intenzioni non fossero queste, l'unico consiglio che posso dargli è il seguente: Sia tenace e non molli! Nel fare questo ha tutto il mio sostegno. Saluti dal Corvo.

gaspare piccolo

6 anni fa

Gentile signor Dart, è come se chiedesse all'oste se il suo vino è buono. Non ci sará risposta perchè a suggerire di portare i libri contabili in Tribunale è stato proprio l'Oligarca Capo, primo cittadino pro tempore con il placet dell'uomo con i baffi e le cravatte kitch!!

Lente di ingrandimento

6 anni fa

Il "realista" ha scoperto l'America. Certo che l'opera di smantellamento della SCS è iniziata molti anni fa e va addebitata alle amministrazioni che hanno gestito la cooperativa in passato.Buona parte di quel buco di 20 milioni risale alla gestione degli affari ternani, alle societá immobiliari create da SCS per fare speculazioni con immobiliaristi e imprese di costruzione, alla storia di "Villa Palma" e alle relazioni intercorse tra l'allora presidente della SCS e un gruppetto di affaristi che in quella cittá si dettero molto da fare. L'attuale CdA della SCS, caro "realista", è servito solo a mettere tutto nel dimenticatoio con il compito preciso di affidare tutta questa sporca faccenda ad un presidente avvocato che è creditore del Comune per quasi 2 milioni di euro. Chiaro? Altro che favole...

Altro Socio Scs

6 anni fa

Spero anche io - fortemente- che la Magistratura si occupi - finalmente- di trovare tutti ( ma TUTTI) i responsabili del crack Scs e Bps. E deve far presto in modo che nulla cada in prescrizione. Secondo me e credo secondo molti soci il disastro è iniziato una quindicina di anni fa e gli inquirenti è da lì che debbono vagliare i bilanci di Scs e di Bps e le responsabilitá ( nessuna esclusa !) . Ma.... gli inquirenti , inquireranno ( non so come si dice) veramente o come succede spesso in Italia resterá impunita anche questa colossale rovina di risparmi di cittadini, di perdita della fondamentale funzione economica di una banca locale,di dispersione di professionalitá di dipendenti in larghissima maggioranza più che onesti ed affidabili ? A questo punto sarebbe ora che la cittá, il sindaco, la stessa regione, i parlamentari intervengano per pretendere giustizia , visto che sin qui nessuno delle istituzioni politiche è sin qui intervenuto con determinazione. In realtá al di lá dei sassolini gettati quá e lá bisogna dragare - in profonditá - lo stagno maleodorante e torbido che copre questa vicenda. Né va della credibilitá di una cittá e di un intero territorio regionale ove Scs aveva circa 20 mila azionisti e la Bps una settantina di filiali, ottocento dipendenti e almeno 150 mila clienti con un totale di 3 miliardi e mezzo di euro di impieghi ( cioè prestiti alle imprese e alle famiglie). Se anche i politici stanno zitti e la magistratura non si affretta a indagare a fondo e a svelare tutte (ma TUTTE) le responsabilitá , non ci resta che emigrare all'estero !!!

Socio SCS

6 anni fa

Dato atto a Daniele Ubaldi di aver fornito tempestivamente la notizia,non posso non rilevare qualche “sbavatura” nel corpo dell’articolo, da precisare con semplicitá • La SCS non ha consegnato alcun “libro contabile in Tribunale”, in quanto la procedura di concordato preventivo in continuitá non prevede tale eventualitá; anzi , i termini procedurali sono stati attivati proprio per consentire alla SCS di esperire ogni tentativo per restituire una missione, una credibilitá ed una continuitá a ciò che resta della antica SCS , dopo il passaggio di vari lanzichenecchi, provenienti da più parti • L’attivazione di una procedura di rilevanza pubblica permetterá di disporre di “organi terzi” , al di sopra delle parti (verrá nominato un commissario giudiziale) che stabiliranno l’effettiva realtá e le responsabilitá, a tutti i livelli, senza pregiudizi e senza sconti • Quanto agli “scappellamenti” , non mi pare di averne notati di clamorosi; in ogni caso niente di paragonabile alle “inchinate” , del tipo Schettino, che sono stati praticate in passato, nei confronti della vecchia governance, sino al risultato di far sfracellare la Banca sugli scogli della gestione poco accorta, di cui si occuperá ora il Tribunale .

Realista

6 anni fa

Caro "Lente di Ingrandimento" se vuoi credere ancora alle favole sei liberissimo...... ma se vogliamo parlare di cose reali non penso che un buco di 20 milioni di Euro per quanto riguarda SCS lo ha fatto Marcucci, il Sindaco etc...in pochi mesi di gestione!!! sará forse da addebitare alle vecchie amministrazioni che hanno gestito la cooperativa negli anni passati?? stesso discorso per la BPS........

Dart Fener

6 anni fa

A questo punto, mi interesserebbe conoscere, il pensiero del Nostro attuale Sindaco, visto che per molti anni è stato il "Boss" della Spoleto Credito e Servizi. Purtroppo, credo che anche in questa occasione, non ci sará nessuna replica. Spero che Mi smentisca al più presto................. povera Spoleto...............

Lente di ingrandimento

6 anni fa

Operazione compiuta. La Societá Spoleto Credito e Servizi ha chiuso il suo ciclo e ha portato a termine il compito affidato dal Banco Desio al CdA presieduto da Marcucci: sciogliere la societá. L'ultimo residuo baluardo della spoletinitá della Banca ha ceduto definitivamente. Altro che futuro piano industriale della societá. Di questo saremo grati all'attuale CdA, al suo presidente, al sindaco Cardarelli e alla sua amministrazione che hanno concluso l'opera di smantellamento della proprietá della Banca Popolare iniziata molti anni fa. Bravi! Complimenti!

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